“Malvasia di Candia Aromatica: dal sogno di Leonardo alla realtà dei Colli Piacentini” è il titolo della masterclass per giornalisti e operatori del settore ho.re.ca. andata in scena lunedì 13 ottobre al Milano Wine Marketing. Organizzata dal Consorzio di tutela vini DOC Colli Piacentini, la degustazione guidata è stata l’occasione per accendere i riflettori sui tratti distintivi del vitigno bandiera dell’enologia del territorio, capace di dar vita a vini di elevata qualità, grandissima piacevolezza e dal riconosciuto potenziale evolutivo.
Relatori della masterclass, introdotta dal presidente del Consorzio Marco Profumo, sono stati Giovannella Fugazza (Castello di Luzzano), Stefano Pizzamiglio (La Tosa) e Giovanni Derba (AIS Piacenza).
A trent’anni Leonardo Da Vinci arrivò a Milano, dove trovò una città disposta ad accogliere le sue opere e le sue invenzioni ingegneristiche. Nel 1495 Ludovico Maria Sforza detto il Moro lo incaricò di affrescare il refettorio del convento della chiesa di Santa Maria delle Grazie di Milano, scelta come mausoleo per la propria famiglia. Tre anni più tardi, come ricompensa, il Duca gli concesse un vigneto di 15 pertiche e tre quarti, pari a circa 8.320 mq, situato presso Porta Vercellina, citato da Leonardo in alcuni scritti e nel suo testamento. Nel 1922 lo storico dell’arte Luca Beltrami rintracciò i filari originari in fondo al giardino della Casa degli Atellani, presso il civico 65 di Corso Magenta, ma un incendio nel 1940 e i bombardamenti del 1943 non ne lasciarono traccia.
L’intuizione di Luca Maroni che si potessero ancora trovare nel terreno i resti delle radici delle vigne appartenute a Leonardo ha dato il via a ricerche scientifiche sul materiale biologico recuperato attraverso gli scavi. Con la collaborazione del Dipartimento di Scienze Agrarie e Ambientali dell’Università di Milano, la direzione scientifica del professor Attilio Scienza e il contributo della genetista Serena Imazio, il DNA della vigna è stato estratto e comparato con un gruppo di vitigni selezionati sulla base di un’accurata indagine storiografica e con il censimento degli erbari italiani ed europei. L’indagine ha identificato nella Malvasia di Candia aromatica l’uva presente nei filati appartenuti a Leonardo. Nel 2015, in occasione dell’Expo, grazie alla Fondazione Portaluppi e agli eredi di Casa Atellani, è stata reimpiantata la vite originaria, curata dall’azienda agricola Castello di Luzzano, e svelata al pubblico. Nel 2018 le uve raccolte sono state fatte macerare in anfore di terracotta, per poi affinare nello stesso vaso vinario interrato per circa 9-10 mesi fino a ottenere un vino “imbottigliato” in una sorta di decanter, progetto proprio di Leonardo da Vinci.
A fine 2022 Bernard Arnault, presidente e amministratore delegato di LVMH, ha acquistato il vigneto ed ex residenza di Leonardo Da Vinci, nota come Casa Degli Atellani, dai suoi precedenti proprietari, i discendenti delle famiglie Conti e Portaluppi.
Tra i 19 tipi di Malvasia riconosciuti in Italia, la Malvasia di Candia Aromatica è di casa sui Colli Piacentini, dove ne viene coltivata l’80% del totale. Per lungo tempo si è creduto che la sua origine fosse greca, ma studi più recenti sembrano avvalorare una genesi italica del vitigno. L’attuale uva risulterebbe essere infatti il risultato dell’incrocio tra il Moscato bianco e un altro vitigno oggi estinto, incrociato a sua volta con la Malvasia odorosissima di Parma (Malvasia Casalini). La presenza nel vigneto di Dante è una delle diverse testimonianze della sua lunga storia.
Le caratteristiche distintive di questo vitigno aromatico sono due.
La prima è la biodiversità: la fortissima instabilità genetica dell’uva permette di parlare, seppur in presenza di un unico clone, di un vitigno polifonico, non “da camera”. A livello aromatico stupisce per la sua complessità: note agrumate, floreali e fruttate si mescolano a sentori idrocarburici e minerali, richiamando a volte il Sauvignon, altre il Riesling, altre ancora proponendo richiami diversi ma sempre con grande armonia. La complessità è già presente in vigneto, dove a differenza degli altri vitigni aromatici la Malvasia di Candia Aromatica sopporta bene le alte temperature, elemento che attesta ulteriormente la sua origine mediterranea.
La seconda caratteristica distintiva è la longevità. Il geraniolo, terpene fondamentale dalla Malvasia, sviluppa un legame stretto con le molecole degli zuccheri, liberando le note aromatiche lentamente, senza “bruciarle” in poco tempo. Inoltre a partire dai 3-5 anni, a seconda della natura dei suoli (di prevalenza calcarea o argillosa), il vino inizia a balsamizzare, regalando profumi di menta, basilico e, successivamente, note idrocarburiche.
Dal punto di vista gastronomico, la Malvasia di Candia Aromatica è estremamente versatile. Accanto ai classici salumi piacentini, torte e tortelli di zucca, si sposa bene con i crostacei, la cucina orientale e quella gourmet, dove più piani aromatici diversi si sovrappongono tra loro.



TASTO DI SETA Colli Piacentini Doc Malvasia 2022 – Castello di Luzzano
Pressatura soffice e contatto con le fecce nobili lungo tutto l’inverno per un vino dai profumi intensi e ben delineati. Fiori di acacia e agrumi si alternano a note leggermente balsamiche. Il sorso è piacevole ed equilibrato, invita al riassaggio.
ACINO D’ORO Colli Piacentini Doc Malvasia 2023 – Ferraia
Colore dorato, spiccati sentori varietali e grande densità sono le caratteristiche principali di questo vino, che rivela al palato un sorso polposo e materico. Struttura importante e avvolgente, interprete della poliedricità del vitigno.
SORRISO DI CIELO Colli Piacentini Doc Malvasia 2024 – La Tosa
Affinamento sui lieviti e battonage di cinque mesi per un vino che nel calice mixa con grande equilibrio eleganza e intensità aromatica. Note agrumate, profumi di frutti gialli e tropicali, richiami di erbe aromatiche. La freschezza suggerisce un grande potenziale evolutivo.
DOPPIO PASSO Colli Piacentini Doc Vin Santo 2008 – Loschi Enrico
Colore ambrato e notevole avvolgenza per un vino che a livello aromatico unisce profumi di frutta essiccata a spezie, mandorle e note tostate. La complessità sposa la bevibilità, aprendo a diverse possibilità di abbinamento.
LE SOLANE Colli Piacentini Doc Vin Santo 2008 – Mossi 1558
L’appassimento naturale dei migliori grappoli e la fermentazione in barrique francesi, dove il vino riposa per anni prima dell’ulteriore affinamento in bottiglia, portano a un vin santo vellutato e di sorprendente equilibrio. Ricchissimo il bouquet aromatico, che spazia dal fico alla mandorla, dalla scorza d’arancio al caramello.


