Partita nelle quattro vallate subito dopo metà di agosto con la raccolta dei grappoli per le basi spumante e ancora in corso con quella delle uve rosse, la vendemmia sui Colli Piacentini si è dimostrata fin da subito in controtendenza rispetto a quelle del precedente biennio. “Dopo un 2022 e un 2023 caratterizzati da una forte siccità e durante i quali la vite ha dimostrato la sua grande resilienza – afferma il presidente del Consorzio di Tutela Vini Doc Colli Piacentini Marco Profumo – quest’anno la situazione è stata molto diversa. In un paio di mesi è caduta la pioggia che è mancata in due anni e in collina, dove si fa alta qualità ma è anche più difficile intervenire in vigna, ciò ha comportato un surplus di lavoro per assicurare la buona crescita delle viti. Ciononostante l’uva entrata nelle cantine è sana e bella, i mosti hanno buoni parametri e profumi e anche quest’anno avremo vini di qualità che si caratterizzeranno per profili organolettici parzialmente diversi rispetto a quelli delle ultime due annate”.
Sul fronte della quantità le piogge hanno avuto un effetto contenuto e a macchia di leopardo non solo tra le diverse vallate ma a volte anche tra i differenti appezzamenti delle singole aziende vitivinicole. In linea generale, rispetto al 2023 si registra un leggero calo delle uve per le basi spumante; se tra i bianchi si prospetta un’ottima annata per la Malvasia, tra i rossi Barbera e Merlot confermano buoni livelli quantitativi e qualitativi, mentre la Croatina, già di per sé meno produttiva, è un po’ penalizzata nelle rese.
“Negli ultimi anni – sottolinea Marco Profumo – abbiamo fronteggiato vari fenomeni estremi, dalla grandine al gelo tardivo, dallo stress idrico alle scottature per le elevate temperature. Assistiamo a un aumento in frequenza chiaro e mai osservato prima, come Consorzio lavoriamo insieme per minimizzare i rischi. Mentre ci sono alcune calamità non negoziabili, come la grandine, siamo impegnati a mitigare gli altri effetti negativi collaborando con l’Università Cattolica di Piacenza sul fronte della ricerca e delle innovazioni colturali. L’obiettivo è sviluppare soluzioni che immettano meno gas serra nell’atmosfera e consentano un utilizzo ottimale e minimamente impattante delle risorse”.