Qualità, territorio e profilo contemporaneo: è l’ora dei vini piacentini

15 Settembre 2024

Elevata qualità diffusa e grande bevibilità, forte legame con il territorio, ottima capacità di abbinamento a tavola e di adattarsi a diversi momenti di convivialità: in un mercato sempre più complesso e frammentato i vini DOC dei Colli Piacentini hanno nel proprio DNA le caratteristiche vincenti per far breccia tra i wine lover. Se dal 2000 a oggi il commercio internazionale di vino è cresciuto in modo esponenziale, passando da 13 a 36 miliardi di euro, è altrettanto vero che negli ultimi anni si è registrato un rallentamento dei consumi nei principali Paesi di riferimento, legato a un’evoluzione degli stili di vita, a fattori culturali ed economici. Rispetto al passato sono calati i consumi quotidiani, ma è aumentata la disponibilità a investire su produzioni più costose e si sono differenziate le occasioni in cui si sceglie di godersi una buona bottiglia.

L’ultimo report dell’Osservatorio del mondo agricolo Enpaia-Censis presentato a Vinitaly dimostra che bere vino vuol dire, per la maggioranza degli italiani di ogni generazione, scegliere una o più tipicità regionali, ma sono diversi i valori e i significati sociali che si ricercano in un calice di vino a seconda dell’età. In linea generale, una ridotta gradazione alcolica e una piacevolezza gustativa sono fattori privilegiati che premiano maggiormente vini spumanti e frizzanti, bianchi con una buon profilo aromatico, ma anche rossi capaci di coniugare bevibilità e sapore.

“Se pensiamo alla Malvasia di Candia Aromatica, all’Ortrugo, al Gutturnio e agli altri nostri vini Doc – afferma il Presidente del Consorzio Vini Doc Colli Piacentini Marco Profumo – capiamo bene come abbiamo già in casa prodotti di grandissima qualità e contemporanei. La grande espressività territoriale, altra caratteristica particolarmente apprezzata da chi beve vino, è rafforzata da un ottimo rapporto tra identità e valore. Su queste basi possiamo guardare al futuro con ottimismo, a patto che sapremo sostenere con progetti ambiziosi e azioni concrete produzioni d’eccellenza che già oggi ottengono numerosi riconoscimenti di guide e concorsi di settore, ma hanno ancora ampi margini di crescita in termini di mercato in Italia e all’estero”.

Punto nevralgico di questo percorso è la revisione in divenire dei disciplinari produttivi che porterà, tra i numerosi benefici, la nascita dei primi vini Docg e una maggiore valorizzazione dei frizzanti e degli spumanti dei Colli Piacentini. Altrettanto importante è trovare nuovi percorsi per raggiungere le nuove generazioni, maggiormente legate a un consumo conviviale e a modalità meno tradizionali. “I nostri vini hanno le carte in regola anche per essere apprezzati anche dai più giovani” sottolinea Profumo. “I frizzanti e gli spumanti si prestano benissimo, ad esempio, a essere alla base di cocktail di qualità. Abbiamo offerto una dimostrazione convincente di questa spiccata versatilità dei nostri vini Doc lunedì 9 settembre in occasione del Memorial Medardo Casella, quando una quarantina di barman provenienti da diverse regioni d’Italia hanno dato vita a cocktail d’autore partendo proprio dalle bollicine del territorio piacentino”.

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